>>Circuito Allevatoriale 2019: proposte al MiPAAFT

Circuito Allevatoriale 2019: proposte al MiPAAFT

2018-11-30T09:58:15+00:00 30 novembre 2018|

Dopo l’incontro avuto con i rappresentanti del MiPAAFT ad Arezzo e dopo aver raccolto pareri ed indicazioni da molti allevatori anche a Verona, Cavalli d’Italia ha formalizzato, inoltrandole al MiPAAFT stesso, le sue proposte riguardo il Circuito Allevatoriale.

Le riassumiamo brevemente:

  • Aggiunta di una tappa di preparazione in più nella zona Nord (da 2 a 3) considerando che la zona nord raggruppa più regioni con un ampia estensione di territorio. Quindi nel totale le tappe di preparazione (ad esclusione dei Premi regionali ed interregionali) passerebbero da 11 a 12: due per Centro, Sud e Sicilia (6 in totale) e tre per Nord e Sardegna (6 in totale).
  • Puledri di due anni. Le prove riservate ai puledri di due anni nelle tappe di preparazione siano qualificanti per la finale nazionale.
  • Incremento del Montepremi nella finale, equiparando quello riservato ai puledri di 1 e 2 anni alle altre categorie.
  • Scheda Morfo Attitudinale
    • Eliminazione della voce ‘colpo d’occhio’ poiche riteniamo questo criterio troppo soggettivo e non funzionale a fini degli obiettivi di selezione di un cavallo sportivo.
    • Sempre per una corretta valutazione, funzionale a fini degli obiettivi di selezione, le voci relative alla conformazione parte superiore (testa, collo, spalla, petto e dorso/groppa) e agli arti appiombi che così com’è prevista è unica per la conformazione e unica per anteriori e posteriori, siano da valutare punteggiando ogni singola voce. Questo per far sì che un difetto su una voce non possa influire negativamente anche sulle altre voci magari prive di difetti.
  • Salto in libertà
    • Cavalli d’Italia propone un nuovo posizionamento dei tre giudici nelle prove di salto in libertà. L’idea è di collocare i tre giudici in tre differenti posizioni (davanti – di fronte – dietro) rispetto all’ostacolo che i puledri sono chiamati ad affrontare così da avere tre giudizi diversi ma favoriti da una migliore visuale. Crediamo che da questa nuova collocazione dei giudici (non più quindi tutti e tre collocati di fronte all’ostacolo) si possa ottenere una valutazione più completa della prova dei puledri che possono così essere valutati in tutte le fasi dell’esercizio.
      La proposta di Cavalli d’Italia su un diverso posizionamento dei giudici è scaturita dalle richieste e lamentele (anche sulla presenza a centro corridoio di persone extra giuria) giunte da una significativa parte degli allevatori. Cavalli d’Italia non vuole assolutamente entrare nel merito dei giudizi esprimendo piena fiducia ai giudici, ma ci permettiamo di condividere l’idea che stabilire quanto proposto sgombererebbe il campo dalle solite lagnanze offrendo una trasparenza di giudizio. L’attuale sistemazione di giudici su un unico tavolo da modo, in buona fede, che essi si possano confrontarsi tra loro e involontariamente anche influenzare i rispettivi giudizi. Diversamente sarebbe meglio, allora, indicare nel programma che i giudici possono confrontarsi prima di esprimere un giudizio cosa che l’attuale posizionamento consente. Altro aspetto che è emerso nel corso degli ultimi mesi riguardo ai giudici è il loro ruolo all’interno del sistema di selezione del sella italiano. Mentre ai giudici spetta infatti esercitare in maniera autonoma il loro ruolo tecnico, agli allevatori non può essere disconosciuta la possibilità di contribuire alla definizione dell’obiettivo di selezione, cioè che tipo di cavallo selezionare e allevare, e quindi di dare indicazioni sul cosa e sul come giudicare. Aspetto quest’ultimo che non rientra nei compiti dei giudici. La nostra proposta prende anche spunto dal dressage dove i giudici hanno postazioni diverse e prestabilite e giudicano in base a ciò che vedono dalla loro posizione.
  • Possibilità di riconoscere un contributo di partecipazione a tutti i soggetti qualificati e partecipanti alla finale nazionale del circuito (Verona) distribuito sulla base della distanza chilometrica della loro scuderizzazione prima della finale (non necessariamente la sede dell’allevamento).